Our Lady of Perpetual Astonishment

Curiosity can make you do some really horrible things.

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"Before Sunset" (ending) - Richard Linklater (2004).

Questo film mi ha ricordato in modo diretto e crudele quanto davvero - davvero! - mi piaccia camminare e chiacchierare, chiacchierare e camminare senza soluzione di continuità, quanto adori il connubio di queste due azioni che si arricchiscono a vicenda scambiandosi le rispettive qualità. Il gusto di inseguire una considerazione, una buffo puntiglio come una riflessione sottilmente significativa, allungare il passo e poi lasciare che le proprie parole vengano raggiunte, emendate, in caso, o semplicemente rallentate da un’altrui frase, punteggiate dal ritmo del discorso e delle scarpe. Ultimamente ho chiacchierato molto, e ho spesso portato a spasso i miei pensieri, da sola, come si porta fuori il cane al guinzaglio. Devo ricominciare a mettere assieme l’arte del conversare e quella dello scanzonato girovagare, dovrei farlo più spesso.

E poi, non c’entra col film, ma vorrei un giradischi. Non è difficile, in fondo.

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Le cose più importanti sono le più difficili da dire. Sono quelle di cui ci si vergogna, perchè le parole le immiseriscono - le parole rimpiccioliscono cose che finchè erano nella vostra testa sembravano sconfinate, e le riducono a non più che a grandezza naturale quando vengono portate fuori. Ma è più di questo, vero? Le cose più importanti giacciono troppo vicine al punto dov’è sepolto il vostro cuore segreto, come segnali lasciati per ritrovare un tesoro che i vostri nemici sarebbero felicissimi di portare via. E potreste fare rivelazioni che vi costano per poi scoprire che la gente vi guarda strano, senza capire affatto quello che avete detto, senza capire perchè vi sembrava tanto importante da piangere quasi mentre lo dicevate. Questa è la cosa peggiore, secondo me. Quando il segreto rimane chiuso dentro non
per mancanza di uno che lo racconti ma per mancanza di un orecchio che sappia ascoltare.
Stephen KingL’autunno dell’innocenza - Il corpo, inStagioni diverse”.

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